Quanto influisce il nostro modo di comunicare

By 5 Dicembre 2019Coaching

Un tipo di comunicazione che aliena la vita è l’uso di giudizi moralistici che implicano il torto o la cattiveria di quelle persone che non agiscono in armonia con i nostri valori. Tali giudizi sono riflessi in espressioni come “il tuo problema è che sei troppo egoista”, “E’ inopportuno quello che stai facendo” – “ hai troppi pregiudizi nei suoi confronti”. Incolpare, insultare, umiliare, etichettare, criticare, fare paragoni e diagnosticare sono tutti tipi di giudizi.

Siamo intrappolati in un mondo di idee su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Un mondo di giudizi. E’ un linguaggio pieno di parole che classificano e creano dicotomie tra le persone e le loro azioni. Quando parliamo questo linguaggio giudichiamo gli altri e il loro comportamento e ci preoccupiamo di decidere chi è buono, chi è cattivo, chi normale, chi anormale, chi responsabile, chi irresponsabile, chi sveglio, chi ignorante ecc.

Le analisi che facciamo sugli altri sono in realtà espressione dei nostri stessi bisogni e valori.

Non giudicate, e non sarete giudicati. Perché se giudicate gli altri, così voi stessi sarete giudicati….” (Matteo 7:1)

Se fossimo stati educati a parlare un linguaggio che agevola l’espressione dell’empatia, avremmo imparato ad articolare direttamente i nostri bisogni e i nostri valori anziché insinuare l’idea di “torto” quando essi non vengono rispettati.

Siamo pericolosi quando non siamo consapevoli di essere responsabili del nostro comportamento, dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti e del nostro linguaggio, delle parole che utilizziamo nel nostro modo di comunicare.

I limiti del mio linguaggio  sono i limiti del mio mondo” (Ludwig Wittgenstein)

Abbiamo strumenti meravigliosi che a volte non sappiamo sfruttare pienamente, come il nostro cervello e il nostro linguaggio. Più siamo consapevoli di come funzionano, e meglio possiamo usarli. In questo modo possiamo migliorare la qualità dei nostri pensieri, delle nostre decisioni e delle nostre azioni. Il modo in cui parliamo può davvero aiutare gli altri e aiutare noi stessi. Attenzione a ciò che dite e a ciò che non-dite, perché “Le parole sono proiettili”, sosteneva Wittgenstein, perciò bisogna fare attenzione a come vengono usate.

“PRIMA CERCA DI CAPIRE, POI DI FARTI CAPIRE”

È la quinta regola che Steven Covey descrive nel suo libro “The 7 habits of effective people”. “Prima cerca di capire” implica un radicale cambio di paradigma. Di solito noi cerchiamo prima di tutto di farci capire, solitamente le persone non ascoltano con l’intenzione di capire , ascoltano con l’intenzione di rispondere. Parlano o si preparano a parlare. Filtrano qualsiasi cosa gli viene detta leggendo la loro autobiografia nella vita degli altri.

Non fanno altro che proiettare “i loro film” nelle vicende di altre persone. Ascoltano per raccontare di se stessi e pretendono di prescrivere i loro occhiali a tutte le persone con cui interagiscono.

Cambiare il paradigma significa ascoltare/capire osservando il mondo nel modo in cui gli altri lo osservano, capire cosa provano, che non significa essere d’accordo con qualcuno, ma che lo capiate pienamente, profondamente da un punto di vista emotivo e intellettuale.

Steven Covey lo chiama “ascolto empatico” un quinto livello, rispetto a

1) non ascoltare veramente ma ignorando l’altro

2) fingere di ascoltare

3) ascoltare solo parti della conversazione attraverso un ascolto selettivo

4) l’ascolto attento – prestare attenzione focalizzandosi sulle parole che vengono dette.

Il quinto livello è una forma superiore di ascolto, l’ascolto empatico, l’ascolto con l’intento di comprendere.

Sebbene difficile, cercare prima di capire, o diagnosticare prima di prescrivere, è un principio che si manifesta in molti settori nella vita.

…..poi di farti capire. Sapersi far comprendere è l’altra metà della regola n.5 ed è altrettanto essenziale per giungere a soluzioni. Cercare di capire richiede considerazione; cercare di essere compresi richiede coraggio.

La regola n.5 “Prima cerca di capire e poi di farti capire” è completamente sotto il vostro controllo, interamente nella vostra sfera di influenza. E’ praticabile da subito. E’ di fondamentale importanza perché è alla base di tanti conflitti che potrebbero essere evitati sia in campo professionale che personale.

Cerca di capire è anche una lettura di se stessi, infatti quanto più si è consapevoli di se stessi, perché sappiamo come funzioniamo quanto più siamo disposti di farci capire con autenticità e la nostra comunicazione diventa autentica con noi stessi e con gli altri.