L’incertezza nella vita crea un senso di destabilizzazione. Al nostro cervello piacciono scenari sicuri, chiari e certi, per questo motivo quando ci troviamo di fronte a situazioni che non comprendiamo, facciamo ipotesi e congetture.

Quando 3 anni fa dovevo prendere la decisione di lasciare l’azienda in cui lavoravo, non è stato un percorso facile da fare, l’incertezza regnava sovrana, in più c’erano tutte le persone intorno a me, che non mi facilitavano le cose.

L’incertezza ha bisogno di un percorso di comprensione, accettazione e superamento dei sentimenti “negativi” ad essa collegati. Lavorando con le emozioni, so che le emozioni sono tutte utili e necessarie, ma quando noi ci “attacchiamo” tutte le nostre congetture, diventano sentimenti “negativi” e quindi non sono più emozioni ma “stati”. (parleremo di questo in uno dei prossimi articoli)

Nell’incertezza tendiamo a voler mettere in pratica azioni volte a eliminare l’incertezza sia consciamente che inconsciamente e questo accade perché la situazione che dobbiamo affrontare ci confonde e può generare stress perché abbiamo la tendenza a voler controllare tutto.

Tornando a 3 anni fa, da una parte avevo l’entusiasmo di voler iniziare un nuovo percorso professionale, di creare qualcosa di mio, di essere imprenditrice, dall’altra parte non sapevo dove indirizzare i miei sforzi perché non riuscivo a fare chiarezza su ciò che era davvero importante.

Ero affamata di informazioni, volevo che qualcuno mi aiutasse a “capire”, sì, perché nell’incertezza io ho bisogno di capire.

Non avevo pazienza, volevo sapere, volevo certezze.

Invece ho dovuto imparare ad allenare la pazienza, a concedermi del tempo per riflettere e fare chiarezza su ciò che potevo controllare e ciò che era fuori dal mio controllo.

Le risposte immediate che l’incertezza cerca, non vanno mai bene perché potrebbero essere risposte affrettate e il rischio è di intraprendere un percorso non adatto a noi.

Alla fine, ho deciso di farmi aiutare, avevo necessità di avere qualcuno che mi facesse le domande che io non volevo farmi, che mi aiutasse a riflettere e a prendere consapevolezza dei miei punti di forza e delle mie competenze, che mi facesse percepire la sensazione di sicurezza che mi serviva per affrontare una nuova fase della mia vita.

Volevo cambiare lavoro? Sì!

Volevo affrontare una nuova avventura? Sì!

Ero consapevole che avrei dovuto cercarmi i clienti, creare le alleanze, ampliare il mio network? Sì!

Ed ecco che sono riuscita a fare il grande salto, “….e l’aquila prese il volo…..”.

Ci ho messo 9 mesi per decidere.  Sono tanti? Forse sì, ognuno ha i suoi tempi e questo va rispettato, lo tengo a mente ogni volta che un Manager, una persona inizia un percorso di coaching con me.

L’incertezza c’è sempre, viviamo in un mondo incerto, percepiamo l’incertezza intorno a noi ogni giorno, dobbiamo ritagliarci del tempo per riflettere, parlare, chiedere, ascoltare e domandarci: cosa voglio veramente? Per cosa sono disposto a lottare veramente? Una volta individuato ciò che si vuole, occorre passare all’azione, poiché il semplice fatto di averlo individuato non è sufficiente, bisogna iniziare a “fare”. Solo iniziando ad agire ci togliamo dalla sfera della preoccupazione che ci toglie le risorse e ci impedisce di agire.

L’incertezza è legata alla paura del cambiamento, non solo di aspetti materiali o procedurali come può accadere in un’azienda, ma soprattutto coinvolge aspetti legati a noi, alla nostra identità, alle nostre convinzioni profonde, alle nostre abitudini (quante volte in azienda ho sentito la frase “abbiamo sempre fatto così”).

Quando le persone si devono aprire a nuovi orizzonti diversi da quelli abituali, oppure devono cambiare il significato del proprio agire, l’ansia si accresce e può sconfinare nella paura dell’incertezza.

Le domande possono essere “sarò all’altezza?”, “sarò capace di usare questo nuovo sistema?”, “sarò capace di relazionarmi con il nuovo capo?”, “riuscirò a essere un buon capo?” e spesso sono domande di cui non si è consapevoli, ma possono bloccarci e non ci fanno andare avanti.

Concludo questo articolo con una metafora che uso per spiegare l’incertezza:

l’incertezza è come un sentiero in un bosco, se non l’abbiamo mai percorso prima non sappiamo com’è, sappiamo dove inizia ma non dove ci porta, se ci sono ostacoli da superare o una vista meravigliosa da vedere.

Non sapremo cosa c’è lungo il sentiero fino a quando non lo avremo affrontato e percorso fino alla fine. Il sentiero è quello, non lo posso cambiare, posso solo scoprirlo e avventurarmi in ciò che mi darà di nuovo e ne uscirò arricchito di nuove esperienze.

Così è anche la nostra vita, dobbiamo imparare a percorrere l’incertezza e accettare le opportunità che ci sta portando.

Giulia Astrella

Corporate&Business Coach